Come il nostro sistema nervoso guida il benessere emotivo
La teoria polivagale in psicoterapia

Negli ultimi anni, le neuroscienze hanno compiuto un salto straordinario grazie allo sviluppo delle tecniche di neuroimaging, che permettono di osservare il cervello mentre è attivo, in tempo reale.
Tra i campi che hanno maggiormente beneficiato di questi progressi c’è la psicoterapia, in particolare negli interventi mirati alla rielaborazione dei traumi, al trattamento degli stati d’ansia, degli attacchi di panico e delle condizioni di stress emotivo profondo.
Una delle teorie che rappresenta un punto di congiunzione tra lo studio del sistema nervoso e la Psicoterapia è la Teoria Polivagale creata dal neuroscienziato statunitense Stephen Porges. Questa teoria offre una chiave innovativa per leggere i nostri stati emotivi, le reazioni allo stress e le difficoltà relazionali, aiutando le persone a ritrovare sicurezza e autoregolazione.
Cos’è la teoria polivagale?
La teoria polivagale si basa sul funzionamento del nervo vago, una parte fondamentale del sistema nervoso autonomo che regola molte funzioni involontarie, come il battito cardiaco, la respirazione e la risposta allo stress. Secondo Porges, il nervo vago non è un unico sistema, ma ha rami diversi che influenzano in modo distinto il nostro comportamento e le emozioni.

La teoria identifica tre principali modalità attraverso cui reagiamo all’ambiente:
1. Stato di sicurezza e connessione sociale (attivazione del ramo ventrovagale): ci sentiamo calmi, presenti, aperti alla relazione.
2. Stato di attacco o fuga (sistema simpatico): reagiamo con agitazione, ansia o rabbia.
3. Stato di immobilizzazione o chiusura (ramo dorsovagale): ci sentiamo sopraffatti, depressi o dissociati.

L’uso in psicoterapia
Molte persone arrivano in terapia con sintomi di ansia, depressione, difficoltà relazionali o traumi. La teoria polivagale aiuta terapeuta e paziente a riconoscere in quale stato del sistema nervoso la persona si trova, e a lavorare per ristabilire uno stato di sicurezza e regolazione.
Attraverso tecniche di consapevolezza corporea, respirazione e lavoro sulla relazione terapeutica, si favorisce l’attivazione del sistema ventrovagale, promuovendo calma, fiducia e apertura.
Perché è importante?
Comprendere che certe reazioni non sono “sbagliate” o “patologiche”, ma risposte automatiche del corpo al pericolo, permette di ridurre il senso di colpa o vergogna e di sviluppare un nuovo rapporto con se stessi. La persona impara a leggere i segnali del corpo, a rispondere con compassione e a costruire nuove risorse per affrontare la vita.
Imparare a “leggere” i segnali del proprio sistema nervoso è un primo passo per sentirsi più stabili, presenti e connessi, con sè stessi e con gli altri. Raggiungere questa consapevolezza e scoprire nuovi modi di reagire a stimoli che fino a poco tempo fa sembravano pericoli insormontabili può rappresentare un svolta decisiva verso un benessere che appariva quasi irraggiungibile.
ll mio incontro con questa nuova tecnica di supporto alla psicoterapia è stato davvero illuminante e ho il piacere di provarne gli effetti quotidianamente sulle persone che assieme a me ci hanno creduto e si sono affidate alla mia guida per riuscire ad uscire dai loro stati di malessere.
Dott.ssa Loredana Luise